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 » I Festeggiamenti 2008



Carissimi,
Ricordare i Santi Alfio, Filadelfo e Cirino come amici di Dio è il voler "rivolgere lo sguardo a colui che hanno trafitto" (cfr. Zc 12, 10 e Gv 19,37), evento che non induce alla rassegnazione ma alla fiducia e alla speranza poiché "chi è di Cristo è una creatura nuova" (cfr. 2 Cor 5, 17).
Fare riferimento a Cristo e alla speranza cristiana vuole significare e vivere un rinnovamento interiore ed anche esteriore che nasce dall'evento della Pasqua.
In questo contesto rileggo la storia di Pietro che guarisce lo zoppo alla porta bella del tempio (Atti degli Apostoli cc. 3 e 4). E' un racconto appassionante e nuovo, poiché la prima comunità cristiana è chiamata ad affrontare la vita senza il loro amico Gesù. La novità sta proprio nel fatto che dalla guarigione fisica che ottiene lo zoppo nasce il racconto appassionato su Gesù morto e risorto. Non è solo una adesione di fede, ma un volerlo confessare "vivente".
La guarigione risolve i problemi fisici. La confessione di fede nel Risorto supera le barriere della morte fisica e assicura "pienezza" impensabile nonostante la morte. Questi due momenti sono legati tra loro poiché, il gesto che ha ridato la vita alle gambe dello zoppo, dà forza alla proposta di Gesù; la decisione che dà pienamente la vita offerta come dono misterioso è accolta nella fede e va' oltre la guarigione: riguarda un "gioco" di libertà e di amore, che l'uomo ha verso Dio, un sì ad un mistero di vicinanza che l'uomo percepisce da Dio. Senza questa decisione libera di fede in Gesù Cristo, non c'è vita piena; nonostante la guarigione dalla malattia o la liberazione dall'oppressione, resteremo prigionieri della morte interiore, presto o tardi.
L'annuncio appassionato e appassionante di Pietro, dei primi discepoli, la prima comunità cristiana, i santi martiri e altri confessori della fede, i tanti laici impegnati e credenti in Cristo in questi duemila anni di storia, sono alcuni esempi di vita e di adesione alla proposta cristiana che raccontano il Cristo Risorto.
Il racconto degli Atti degli Apostoli oggi andrebbe letto con la stessa passione e lo stesso coinvolgimento dell'autore... forse nel nostro tempo c'è un certo timore nel dire che Cristo ha riempito la nostra esistenza, che illumina il nostro cammino; altri, purtroppo, raccontano la propria esperienza con l'atteggiamento di chi è stipendiato e non da apostoli, cioè da inviati.
Chiediamo al Signore, per mezzo della intercessione di Maria Santissima regina dei Martiri, di suscitare e poter "annunciare la speranza che è in noi" (cfr. 1 Pt 3,15) nella nostra vita, nelle nostre famiglie, negli ambienti di vita e di lavoro per vivere una vita basata sulla fiducia, sulla speranza, aperti alla collaborazione reciproca.

Lentini, 23 marzo 2008 - Chiesa Madre - Pasqua di Resurrezione.

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