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Dedicato
a Santa Maria la Cava e Sant’Alfio, fu edificato
nell’impianto attuale tra il 1700 e il 1752;
attribuito tradizionalmente all’architetto
Vincenzo Vella da Malta, sorse dopo il
catastrofico terremoto del 1693, sulle rovine
della precedente basilica dedicata a S. Alfio.
Ha impianto basilicale a tre navate, secondo lo
schema tradizionale delle basiliche memorie o
“Funerarie”, edificate sulle tombe dei martiri
sin dell’epoca paleocristiana. I lavori per la
costruzione dell’attuale Duomo impegnarono per
quasi cinquant’anni le risorse della città ma il
lavoro non fu mai completato secondo il progetto
originario, e infatti sono ancora visibili
diverse parti prive di decorazione pittorica che
attestano la precarietà di mezzi e soprattutto
di risorse economiche con le quali la chiesa fu
costruita. L’edificio è preceduto da un
sagrato di ciottoli bianchi e neri con motivi
geometrici; la facciata di impronta
cinquecentesca è a tre ordini, di cui l’ultimo è
costituito dalla torre campanaria, nella cui
nicchia centrale, spicca il campanone, fuso nel
1595 “ad honorem Dei et sanctorum fratrum
martirum Alphii Philadelphii et Cirini...” e la
porta lignea centrale. All’interno la chiesa,
riccamente decorata, è divisa in tre navate da
due file di sei colonne per lato, numero
simbolico indicante i dodici Apostoli; sull’arco
trionfale è posta una scritta nella quale si
attesta che la comunità ecclesiale di Lentini
riconobbe Maria, Madre di Dio, prima del
Concilio di Efeso. Gli affreschi della volta
centrale e del transetto, i quadri degli altari
laterali e del vano presbiteriale sono dei
secoli XVII e XVIII e raffigurano i tanti
martiri e la storia della comunità ecclesiale
locale. Nel catino absidale è posto un organo a
canne di Gaudenzio Gaetano Giummarra della
seconda metà del XVIII sec., mentre, nella
navata sinistra, viene custodita una
pregiatissima icona del XII sec. raffigurante la
Madonna Odigitria (chiamata, secondo la
tradizione popolare locale, Madonna del
Castello).
Nella navata destra, spiccano l’altare papale
edificato e consacrato nel giugno 1772, i tre
arcosoli paleocristiani affrescati, ritenuti i
sepolcri dei Santi Patroni di Lentini, facenti
parte di un più ampio complesso catacombale e
meta di pellegrinaggi. |