|
ELIO CARDILLO
RICORDA
Primo spingitore dal 1984 al 1991
A pensarci bene non aveva tutti i torti il
parroco Castro quando mi disse: Ma che idee ti
vengono! Ma tu lo sai quanto pesa la Vara?
Accanto c’era Salvatore Piccione, per tanti anni
presidente del Comitato, il quale non solo
annuiva ma traspariva sul suo volto rugoso come
una sorta di: Ma di unni ti vènunu sti pinsati!
Il parroco alla fine del breve colloquio mi
licenziò con un “fammi sapere” generico.
Il passo, secondo loro, l’avevo fatto troppo
lungo; Ma non mi scoraggiai e così mi piantai
davanti la Upim e attesi il passaggio di volti
che mi incoraggiassero a fare la domanda:-Scusa,
la spingeresti con me la vara di Sant’Alfio?
Vorresti fare parte di un gruppo che si impegna
a spingere Sant’Alfio per tutta la vita?
Certo la frase veniva articolata con altre di
contorno, ma la domanda chiave era quella. Le
risposte certamente non mi confusero benché
colorite e pungenti: Ma chi sugnu babbu? Ma chi
sugnu ‘mbriacu?
La assurda abitudine a vedere la vara di Sant’Alfio
spinta da strani personaggi pagati per la
bisogna e per nulla motivati d’altro che non
fosse il denaro, sovente ubriachi durante la
processione e facili alla bestemmia o alla
volgarità, questa abitudine dicevo era ormai da
gran tempo consuetudine e normalità.
Tutti avevano dimenticato che fino al primo
decennio del novecento ben altro accadeva
intorno alle aste della vara, che vedevano i
giovani nobili della città impegnarsi nello
spingere.
Ecco perché non mi scoraggiai e con caparbietà
continuai a fermare amici e cittadini in genere
rifacendo la medesima domanda.
Certamente non partivo da nulla. Ad alcuni
qualche mese prima avevo accennato al mio
progetto e si erano mostrati del tutto diversi
dal presidente Piccione. Certo essere invitato a
sostituirsi a … chi sappiamo bene, ed accettare
la proposta impegnandosi “per tutta vita”
richiedeva un coraggio non indifferente. Eppure
la mattina del 10 maggio 1984 ci presentammo in
29!
Ventotto erano preoccupati, io ero terrorizzato.
Mi chiedevo: E se ora Sant’Alfio appena il
presidente Piccione suona la campanella per
l’inizio della processione non si sposta d’un
millimetro, se la vara non si schioda dal suo
posto e Sant’Alfio mi dice: “Tu sei persona più
degna di quegli altri per spingere la mia vara?
Perché sei in giacca e cravatta, perché non sei
un povero disgraziato come quegli altri, tu sei
più degno di spingere la vara? Forse che quegli
altri non sono miei fratelli ancor prima di te?"
Tutto questo mi frullava in testa e tanto
coraggio mi davano alcuni spingitori che da anni
si erano uniti a quelle povere persone di prima
nel servizio dello spingere.
Così al suono della campanella dissi a Sant’Alfio:
Fatti lèggiu, fatti lèggiu Sant’Affiuzzu.
E si fece leggero ma così leggero che ci fece
dire: Ma su nuddu ‘u mmutta, picchì sta
caminannu?
Lungo la processione altri chiesero di unirsi
agli Spingitori. Subito attaccai al braccio
destro la fascia che la signora Crisci mi aveva
in tutta fretta cucito e a fine festeggiamenti
ci contammo in 36, tutti dichiarati fondatori:
Addamo Roberto, Avola Alfio, Battiato
Davide, Bosco Filadelfo, Cardillo Elio,
Castiglia Biagio, Costantino Franco, Costanzo
Emanuele, Cottone Andrea, Crescimanni Cirino,
Crisci Giovanni, Di Benedetto Maurizio, Dote
Alfio, Dote Salvatore, Gaeta Filadelfo, Laganà
Mimmo, La Rocca Emilio, Macca Nuccio, Maci
Vittorio, Magnetti Corrado, Mazzone Nino,
Nanfitò Aldo, Navarria Giuseppe, Nicotra
Giuseppe, Pisano Santo, Ramaci Nello, Runza
Vincenzo, Sambasile Cirino, Scolari Roberto,
Tirrò Mario, Tirrò Mimmo, Valenti Filadelfo,
Ventura Salvatore, Ventura Enzo, Vinci Nello.
Elio Cardillo
Primo spingitore emerito. |